In viaggio con Life Style '99: Messina. - Life Style in viaggio

In viaggio con Life Style '99: Messina.

lunedì, aprile 23, 2018

Molti di voi sanno che, prima di “rendermi editorialmente autonoma” con un blog tutto mio, ho scritto per diversi anni su un noto portale di recensioni, dove -senza false modestie- me la sono cavata piuttosto bene, riscuotendo un discreto successo, soprattutto nel settore Viaggi e turismo.
Poichè questo noto sito ha deciso di chiedere i battenti da un po’ di mesi, francamente l‘idea che i miei viaggi vadano perduti  nelle cache dei motori di ricerca, proprio non mi piace, quindi ho deciso di arricchire il settore Viaggi di Life Style '99, riportando le mie esperienze di viaggio in questa sede.
Quindi inizierò parlandovi della nostra esperienza di viaggio, con la crociera Royal Caribbean che ci ha portati in giro per il Mediterraneo nel periodo tra fine agosto e inizio settembre.
Tranquilli, non vi assillerò (ma potrei, sappiatelo…) con i dettagli della nave, dei ristoranti di bordo o delle attività ricreative varie, ma mi limiterò (almeno per ora) a parlarvi delle città in cui abbiamo fatto scalo, quindi ogni tappa di questo viaggio fornirà l’esperienza di una visita durata una sola giornata (a dire il vero, anche meno, visti gli orari di arrivo e partenza si tratta di mezza giornata o poco più).
La prima tappa del nostro viaggio? Messina.
Lo  sbarco era previsto per le 10, quindi abbiamo fatto colazione con comodo, l’ambiente  tutto vetrato offre la magnifica sensazione di mangiare letteralmente sul mare, con un spettacolare panorama direttamente sullo Stretto.
Quando ci accorgiamo  che stiamo per arrivare, la vista si fa ancora più suggestiva, stiamo passando lo stretto di Messina e sembriamo davvero avere a portata di mano da una parte la Calabria, dall’altra la Sicilia.
Quando ci stiamo avvicinando al porto di Messina, il mio sguardo si fa catturare da una bellissima statua della Vergine che guarda verso il mare, posta all’imbocco della città sotto la quale campeggia una enorme iscrizione in latino
“Vos et ipsam civitatem benedicimus”
Messina, l'ingresso del porto con la statua della Madonna della Lettera
La città vera e propria di Messina è vicinissima al porto quindi non ci sarà bisogno di navette. Si vedono, già dalla nave, le case, le strade, le chiese dalla nave. L’impatto è molto gradevole e non vediamo l’ora di scendere.
Quindi si scende al Deck 1 (il ponte 1) per lo sbarco. Con le nostre Seapass a portata di mano, scendiamo a terra poco dopo le 10 e ci dirigiamo direttamente verso la città.
Subito fuori dal porto, moltissime persone si offrono di trasportarci in taxi o in bus panoramico qua e là, soprattutto prevale l’offerta per Taormina.
La tentazione c’è, ma noi abbiamo deciso che questa vacanza ci costerà quasi esclusivamente il prezzo del viaggio, quindi pedibus calcantibus ci dirigiamo verso il centro.
Messina, veduta dal porto
Una mia amica siciliana mi ha anticipato che il duomo di Messina mi farà vedere “un sacco di cosine” (ma là per là non ho capito...), quindi dopo essermi documentata su Wikipedia su ciò che avrei trovato, mi dirigo sicura verso la piazza del Duomo.
Durante il tragitto, ci soffermiamo (purtroppo velocemente) a vedere la Chiesa dell’Annunziata dei Catalani , costruita dai Normanni nell’XI secolo per i Crociati e che si dice sia stata usata anche da Riccardo Cuor di Leone (quello di Robin Hood?! 😮)
chiesa dell'Annunziata dei Catalani
Ci dirigiamo così verso la piazza del Duomo…
Notiamo che è “apparecchiata a festa”, o meglio lo era, perché stanno smontando luminarie e varie strutture molto suggestive.
Su un lato della piazza, a sinistra del Duomo due enormi statue (di cartapesta, suppongo) ritraggono un re ed una regina a cavallo. Sono così grandi che incutono quasi timore...
Al centro della piazza, invece, un alto obelisco ospita le statue di Gesù e Maria. Maria sembra volare, il che mi fa pensare alla Madonna Assunta.
Scopro poi che il duomo è intitolato alla  Madonna della Lettera, in memoria di una missiva tra i messinesi, lasciatisi docilmente convertire da San Paolo, e la Vergine Maria che -gratificata dalla loro devozione- rispose alla loro lettera, concludendola con una benedizione per Messina ed i messinesi, ovvero “Vos et ipsam civitatem benedicimus”, che era appunto la frase scolpita alla base della stele della Madonna all’ingresso del porto di Messina, di cui parlavo poc’anzi.
Fatti due passi in giro per la piazza, ci dedichiamo alla visita al Duomo.
il duomo di Messina
E’ molto bello, l’esterno a marmi policromi ospita 3 maestosi portali gotici in corrispondenza delle 3 navate interne.
Queste ultime sono divise da due file da 13 colonne in marmo chiaro, e dello stesso materiale sono i pavimenti a motivi geometrici policromi e le numerose statue (tra queste gli apostoli, 6 per lato, le cui opere originali sono state distrutte nella 2° Guerra Mondiale e ricostruite da artisti contemporanei), che ornano le cappelle delle navate laterali. La navata centrale, sotto il cui soffitto sono visibili travi in legno decorato, è più ampia ed ospita, tra le altre opere d’arte sull’arco sovrastante l’altare, un dipinto su cui si legge con chiarezza il nome di Antonello da Messina .
Chi -come me- ha studiato storia dell’arte, con un’insegnante preparata ma inflessibile come la mia, di certo avvertirà lo stesso brivido.
Tuttavia, come temevo,  l’opera non è da attribuire a lui, ma è solo celebrativa del noto pittore, in quanto non ne ho trovato notizia sui cartelloni circostanti il duomo, mentre suppongo avrebbero avuto ben ragione di vantarsi di ospitare uno dei capolavori di Antonello da Messina.
Uscendo dalla chiesa, aspettiamo pazientemente che trascorra il tempo, in attesa delle 12, quando avverrà lo straordinario spettacolo di cui mi hanno parlato.
Nel frattempo, visitiamo meglio la piazza e i dintorni.
Sul lato di essa, c’è una bellissima e maestosa fontana in marmo bianco, ricca di statue e bassorilievi. Poco oltre invece, sulla sinistra del campanile, notiamo nella strada laterale una bella statua dell’Immacolata, che l’iscrizione dice essere stata inaugurata l’8 dicembre del 1757, originariamente sembra fosse posta altrove in città, ma dopo il terremoto del 1908 (che per fortuna risparmiò la statua), fu riposizionata dove si trova ora.
Dopo un giretto sulla strada antistante il duomo, ritorniamo in piazza, considerato che mezzogiorno ormai non è lontano e comincio a studiarmi il campanile.
Sul cartello del comune di Messina, è spiegato che è stato ricostruito negli anni ‘30, dopo che era stato anch’esso distrutto da un terremoto (e più volte nei secoli riaggiustato per altre sventure, come un fulmine che ne distrusse la cuspide), cercando di seguire lo schema normanno originale.
E’ molto alto (60 metri) ed a base quadrata e di fianco è dotato di un bellissimo, enorme  orologio astronomico, che indica con un planetario le fasi lunari e la data completa, opera di una famosa ditta di Strasburgo, città nota anche per la sua competenza in materia di orologi.
orologio astronomico di Messina
il campanile di Messina

Guardo il mio orologio (non astronomico): sono quasi le 12 e quindi mi piazzo di fronte al campanile con la videocamera pronta.
Attorno a noi, almeno qualche centinaio di  persone, come noi a naso all'insù.
Guardiamo le statue, poste sulla parte anteriore del campanile ed aspettiamo...

Ecco, qualcosa si muove: il leone, posto più in cima, si alza sulle zampe e ruggisce con vigore!  È il simbolo dei Messinesi, vittoriosi nella Guerra del Vespro, nel XIII secolo, su Carlo d'Angiò e l'esercito guelfo inviato dal papa.
Sotto di esso, subito dopo, un gallo comincia a cantare: è il simbolo dei francesi sconfitti. Accanto ad esso, due donne in procinto di suonare la campana (che però non suoneranno solo alle 12, ma battono i quarti d’ora), simbolo delle donne messinesi, che aiutarono gli uomini nella difesa della città.
Ancora sotto, al suono dell’  Ave Maria di Schubert, si muovono le statue della Vergine (la Madonna della Lettera di cui vi ho già parlato), dell’angelo, di San Paolo e infine degli ambasciatori, che si inchinano a Maria.
Sotto ancora, scene evangeliche (a seconda del periodo dell’anno, ci saranno la Natività,  l'adorazione dei Magi, la Resurrezione di Gesù, la Pentecoste) e le età della vita (la morte che falcia l’uomo, da bambino ad adulto, poi il soldato e infine il vecchio), scene frequentemente conosciute nell'arte come "danza macabra", indice che la nera signora con la falce non fa differenze fra ricchi e poveri, giovani ed anziani ("tutt' quant' amm'a murì", si dice a Napoli).

Lo "spettacolo" dura una decina di minuti, dopo di che lasciamo la piazza e facciamo ancora due passi, mentre lo stomaco comincia a brontolare.
Chiediamo di una famosa antica rosticceria Nunnari, di cui un collega aveva parlato a mio marito, ma un passante messinese ci informa che da qualche anno ha chiuso, dopo decenni di onorata attività.
Allora io mi ricordo di una famosa rosticceria,  Famulari di cui avevo letto sul web e ci avviamo a degustare i famosi  arancini.
Qui, leggo su un cartello, si servono 31 tipi di arancini diversi (ma noi ne abbiamo provati solo 3), anche se i cartelloni ne dichiarano 30. Sembra che con i Campionati Europei di calcio del 2012 abbiano aggiunto l’arancino Balotelli (con speck e formaggio, chissà se c’è ancora...o se almeno hanno cambiato nome 😁) ma noi optiamo per altri gusti.
Prezzo massimo per arancino, all’epoca del nostro viaggio, era 1,80 €, ma nel nostro caso due da 1,50€+uno da 1,20€.
Non vi dico cosa costi un “finto” arancino dove abito io… 😶

N.D.R. A Messina, si evince dal cartello si chiamino arancini (al maschile), ma voglio precisare che il "sesso" di questa delizia della gastronomia siciliana cambia, a seconda delle province sicule; se andate per esempio a Palermo, sarebbero arancine (perché, come mi disse un palermitano, una cosa così bona non può essere che fimmena...spero di averlo scritto bene, in caso contrario mi perdonino i siculi online).
Siamo stanchi, ma soprattutto il bambino comincia a diventare insofferente (in fondo, a un bambino cosa importerà mai delle navate di una chiesa, delle statue e delle volte lignee?) e ci incamminiamo verso il porto, anche se in teoria avremmo ancora un po’ di tempo prima di salpare.
Prima però, ci soffermiamo a visitare la stazione ferroviaria (mio marito è treno-dipendente, pardon) e facciamo una sosta ricreativa per il piccolo di casa, in un parco giochi, dove il principino si trastulla su scivoli e altalene varie.
La Navigator of the Seas Royal Caribbean
La Navigator of the Seas Royal Caribbean

Curioso e suggestivo che, da qualunque parte fossimo, in centro a Messina, potessimo facilmente intravedere il fumaiolo della Navigator of the Seas, tanto era grande e maestosa.
Nella prossima puntata?
Atene...non perdetevi la visita all’Acropoli 😍

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6 commenti

  1. Che meraviglia di luogo Messina!! Ci sono tantissime cose e luoghi interessanti e mi piacerebbe tantissimo visitare questa bella città... prima o poi un viaggetto in Sicilia lo voglio fare!! Grazie per questo bellissimo post, ricco di utilissime informazioni e foto stupende!!

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  2. Non sono mai stata a Messina, ma vorrei andarci nel mio prossimo viaggio, i tuoi bellissimi scatti parlano da sè ^^

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  3. Messina mi piacerebbe tantissimo visitarla ..... come d'altra parte altre città della Sicilia.... una regione che adoro!

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  4. Mi piace viaggiare ma non sono mai stata a Messina. Mi piacerebbe tanto visitarla.

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  5. Che ricordi la statua della Madonna che segnala l'ingresso al porto...ormai in aereo quest'emozione non si vive ma per i viaggi in treno o auto era un punto fondamentale!

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  6. vero, anch'io l'ho trovata stupenda 😍
    Io per fortuna ero in nave, ho potuto ben godermi la vista

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